“Fottuta campagna” – Arianna Porcelli Safonov

“Fottuta campagna” di Arianna Porcelli Safonov, Fazi Editore

È uno di quei libri che mi trovo a desiderare non finiscano mai. Confesso di non essermene resa conto immediatamente, ma solo quando, arrivata quasi agli sgoccioli, mi sono scoperta a centellinarne le pagine. Ed ora che è terminato, mi chiedo, come farò domani sera senza i fottuti racconti di Arianna? E dopodomani? E per il resto della mia vita?. È chiaro che le soluzioni possibili sono due:

1 – Augurarmi che la Ari (ormai la considero una cara amica), resti a vivere per sempre in campagna e scriva non uno, ma almeno quattro sequel del suo romanzo. Qualcosa come “Maledetti trattori” o “Crepate piselli”;

2 – Trasferirmi anch’io in un fienile dell’Oltrepò pavese.

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Che poi, prima di leggere questo libro, non sapevo neanche esistesse un Oltrepò pavese. Ed ora, non solo so quasi più o meno tutto su questo pezzetto di Italia immerso nel verde e che a quanto pare confina con almeno tre regioni del nord, ma lo agogno, lo sogno e lo bramo più di una fetta di torta sacher dopo una settimana di astinenza dai dolci.

Ma partiamo dall’inizio. Arianna, romana residente a Madrid, si ammala della famigerata Depressione Urbana, ovvero la DU. I sintomi ci sono tutti: “ritrosia nei confronti di uffici pubblici e rispettivi funzionari, abominio per SUV, apericene e discoteche, senso di nausea e capogiro nei grandi centri commerciali, conseguente drastica riduzione dei propri impegni sociali fino allo svolgimento di un minimo sindacale che si avvicina molto all’eremitaggio, se hai la DU vai al massimo dal benzinaio, in tabaccheria e al supermercato alla maniera di Lebowski.”

E da qui la decisione di trasferirsi in campagna e l’inizio dei giorni del vaffanculo. Perché, al contrario di quello che si pensa, la campagna, non è per niente rilassante se decidi di viverci.

“Fottuta campagna” è il resoconto umoristico e autobiografico e a volte romanzato (o no?), nel quale l’autrice racconta e condivide le proprie vicissitudini e difficoltà campagnole: la scoperta della cruda verità sui prodotti bio; la difficoltà di tenere una casa davvero pulita; la solitudine; la tristezza di certe feste della Birra (a cui noi abitanti delle dolci colline marchigiane siamo più che abituati); ma anche vicini di casa innamorati, dalle cinquanta sfumature di rosso timidezza e capaci di prodezze col trattore; degustazioni di vino e cibo alla ricerca del Cantico dei sapori; produttrici di formaggio sexi, serial killer e molto altro. Il tutto in compagnia di tre amici pelosi: il cane Mila e due gatti Sophio, nato Sofia e Peto (c’è bisogno di aggiungere altro?)

Se pensate che la vita in campagna sia tutta rilassamento e cibo sano, Arianna saprà come farvi cambiare idea con ironia! Ma nonostante tutto, ormai vorrei vivere in Oltrepò.

E come intonava il gruppo inglese dei Blur negli anni Novanta: “He lives in a house/A very big house in the country/Watching afternoon repeats”.

Recensione per Il corriere del conero a cura di Elena Pigliacampo per Il mercante di storie.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Madame Pipì ha detto:

    L’ha ribloggato su madamepipìe ha commentato:
    Grazie mille Elena!

    Mi piace

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